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La nostra storia
Caserta e San Leucio
descritti dall’architetto
Ferdinando Patturelli, 1826
IL Regno di Napoli non andò mai tanto superbo de’ suoi Sovrani, quanto dell’Augusta Regnarne DINASTIA BORBONICA; e non senza ragione. Imperciocché l’immortal CARLO III. Per avere riordinata la nostra Monarchia, la quale da circa due secoli e mezzo era stata Provincia di Potenza straniera, deesi considerare come un novello Fondatore della medesima. Fralle tante opere cui pose mente, e che fe eseguire di fatto nel tempo del suo felicissimo Governo, ideò quella di una novella Città (i) anzi con ogni premura procurò di superare tutti gli ostacoli per venire a capo di questo suo magnanimo pensamento. Sulle salubri, fruttifere, ed amene Campagne di Caserta (2) lontana da Napoli per lo discreto spazio di miglia tredici (3), e non più, che sei dalla Piazza d’armi di Capua caddero le mire del Re.
Capostipiti dei Borbone d'Italia furono i due figli di Filippo V di Spagna. Nel 1734 Carlos de Borbón, il futuro Carlo III di Spagna, conquistò Napoli e la Sicilia, divenendone re con il nome di Carlo VII, mentre da parte della madre Elisabetta Farnese ereditò il Ducato di Parma. Salito al trono spagnolo nel 1759, Carlo nominò re di Napoli il figlio terzogenito, Ferdinando IV.
Il progetto per lo sviluppo dell’Edificio della Seta va direttamente collegato al complesso ed ambizioso programma urbanistico promosso da Ferdinando IV con la creazione di Ferdinandopoli.
Il portale, risalente circa al XVII secolo, costituiva l'accesso alla proprietà feudale degli Acquaviva, principi di Caserta.
Il bagno di Maria Carolina rappresenta un gioiello di architettura e di decorazione settecentesca con la vasca ellittica e le pitture ad encausto attribuite a Jakob Philipp Hackert.
Particolarmente originale, per forma e disposizione delle viti, era la Vigna del Ventaglio (la cui produzione nei primi decenni del sec. XIX si aggirava intorno agli ottanta barili di vino) posta a sud est dell’attuale Monte S. Leucio, tra il Belvedere e S. Silvestro, avente un impianto a semicerchio, diviso in 10 raggi. Ciascun raggio, che partiva dal centro dove era situato il piccolo cancello d’ingresso, conteneva viti di specie diverse, indicate su lapidi di travertino.
Gli stendardi raffigurati in questa pagina sono stati realizzati da d. Battista Marello e sono inseriti nello schieramento del Corteo Storico per rappresentare i quartieri di San Leucio.